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Parquet vecchioIl parquet è un tipo di pavimentazione esteticamente molto bella ma allo stesso tempo delicata e sensibile ai graffi e alle usure del tempo.
Nella maggior parte dei casi il parquet può sollevarsi dal pavimento e gonfiarsi o addirittura subire fessurazioni per il clima secco o troppo umido.
Altresì a determinare danni al parquet possono essere eventi accidentali come la caduta di oggetti o abrasioni dovute al contatto con fonti di calore.
Infine, anche una manutenzione ordinaria non corretta del parquet può invecchiare la struttura, l’utilizzo di detergenti o attrezzi non idonei al lavaggio dell’area.

Rimedi per ripristinare il parquet danneggiato: cosa fare con un parquet vecchio

Nel distribuire consigli su come riparare un parquet vecchio è importante distinguere la tipologia di danno.
Ecco alcuni casi pratici:

  • Danni alla struttura: in caso di danni alla struttura del parquet si consiglia di eliminare i segni con l’impiego di una cera colorata della stessa tonalità del parquet al fine di renderla l’area omogenea.
  • Ammaccature: nell’eventualità, in cui il parquet abbia un effetto ammaccato la soluzione è il ferro da stiro, con l’aiuto di un panno umido bisogna far riscaldare il ferro e passarlo sull’area interessata dall’ammaccatura.
  • Doga rovinata: nel caso di doga rovinata, la soluzione più semplice è sostituire la stessa con una doga identica alla fine il legno ha delle venature per cui è normale che le doghe non siano perfettamente uguali.
  • Fessure laterali: in caso di fessure laterali basta livellare l’area e riportare le doghe in modo da eliminare tutte le fessure.
  • Opacità: quando il problema è la lucentezza del parquet la soluzione è comprare una vernice vetrificante e passare la stessa sulla zona, per un risultato migliore si consiglia una doppia passata di vernice.
  • Pulizia ordinaria: se il parquet è solo sporco è utile usare prodotti per l’igiene capaci di eliminare lo sporco senza intaccare la solidità del parquet e tali da non compromettere le dighe, adatti appunto per il mantenimento del parquet.
  • Danni strutturali: quando il parquet è stato posato da molti anni il rimedio migliore per ripristinare lo stesso è la lamatura, la stessa viene eseguita con un macchinario che permette di livellare la superficie e donargli nuova vita, l’operazione va eseguita su un parquet pulito per un risultato migliore. l’apparecchiatura può essere tranquillamente noleggiata dato gli alti costi di mercato.

Parquet per barche e pavimenti antiscivoloI pavimenti in legno sono, da sempre, sinonimo di eleganza e raffinatezza, e riescono a donare fascino a qualsiasi ambiente.
Scegliere una determinata posa di parquet piuttosto che un’altra, può indubbiamente aggiungere un tocco di classe in più. Di solito, tra le varie geometrie di posa utilizzate per il parquet, quella a spina di pesce rappresenta una delle più comuni ed apprezzate. Bisogna però fare una distinzione tra la Spina di pesce all’Italiana e la Spina di pesce all’Ungherese: si tratta, infatti, di due lavorazioni differenti, entrambe in grado di valorizzare lo stile e la personalità dell’ambiente in cui vengono utilizzate.

PERCHÉ SCEGLIERE LA POSA A SPINA DI PESCE ALL’ITALIANA

La versione più tradizionale, vale a dire quella Italiana, consiste nel posare listelli della stessa lunghezza in modo perpendicolare tra loro, in maniera tale che la testa di uno combaci con il fiano di un altro, sempre con un’angolatura di 90°.
Rispetto alla porta di ingresso, la posa non deve essere necessariamente dritta, si può infatti optare anche per una soluzione in diagonale, così da aumentare ulteriormente l’impatto visivo e la sensazione di ampiezza della stanza in questione: ottima, quindi, come soluzione per gli ambienti non molto grandi.
E’ un tipo di posa che si adatta ad ambienti classici ma anche moderni, l’importante è scegliere una tonalità di legno che si accosti in maniera ottimale all’arredamento, alle porte e così via. Le finiture possono essere moltissime, come ad esempio il rovere, se si predilige un qualcosa di abbastanza chiaro e pratico anche dal punto di vista della manutenzione, oppure anche tonalità moderne sul grigio o tortora, fino ad arrivare ai legnami più scuri, sicuramente più adatti se l’ambiente è ampio ed arredato in maniera minimalista.

CARATTERISTICHE DELLA POSA A SPINA DI PESCE ALL’UNGHERESE

La posa parquet all’Ungherese, detta anche alla Francese, si differenzia dalla precedente perché i listelli vengono tagliati sul lato corto con un’angolazione di 45° o 60°, dopodiché vengono posizionati a terra testa contro testa, andando a formare proprio la classica figura della lisca di pesce.
La posa, in questo caso, richiede forse ancor più esperienza e precisione rispetto allo stile all’Italiana, pertanto è assolutamente necessario affidarsi a professionisti super preparati.
Generalmente, anche per questo motivo, è un tipo di parquet che si utilizza soprattutto in ambienti molto chic e sofisticati, non a caso persino alla Reggia di Versailles ci sono pavimenti con questo tipo di lavorazione.
Per quanto concerne la scelta dei colori e delle finiture, vale quanto già detto in precedenza: in linea di massima, meglio optare per tonalità più chiare se l’ambiente non è molto grande, diversamente si può anche scegliere qualcosa di più scuro, per donare un ulteriore tocco di eleganza.

Parquet per barche e pavimenti antiscivolo Prima di decidere quale pavimentazione scegliere a bordo piscina si deve tenere conto di fari fattori come l’armonia, la scelta dei materiali e la praticità.

Ci sono una varietà sempre maggiore di materiali presenti sul mercato. Fino a pochi anni fa i bordi piscina erano arredati con prodotti che non erano adatti a contesti di forte umidità e non risolvevano il problema dello scivolamento.

Grazie all’attuale tecnologia oggi è possibile posare pavimenti che risultino sia affidabili che esteticamente belli. Vengono utilizzate piastrelle o listoni con un legno davvero innovativo studiato per le abitazioni che hanno una piscina all’esterno.


Parquet per esterno in legno composito

Questo materiale è composto da legno e plastica, in questo modo si riesce ad ottenere una bellezza naturale unita al vantaggio dei materiali plastici. Il WPC è molto utilizzato perché è in grado di resistere all’azione dei funghi e non marcisce anche in presenza di acqua nelle vicinanze. A differenza del legno naturale questo materiale non subisce una variazione di colore e non esiste il pericolo che il pavimento si scheggi e quindi possa diventare pericoloso calpestandolo.

Uno dei vantaggi innegabili del WPC è il costo, inferiore a quello del legno. I pavimenti per piscine non necessitano di una manutenzione costante e trattamenti specifici con costosi oli o sostanze, questo ha sicuramente contribuito alla sua diffusione. Anche se la superficie dovesse bagnarsi non si deve temere di cadere dato che è pensata per essere antiscivolo. Il WPC supporta un’escursione termica da -40°C a + 60°C ed è stato ideato per resistere in condizioni climatiche avverse.


Perché scegliere il finto legno per le piscine


Sicuramente un primo vantaggio che otterrete scegliendo un pavimento in WPC è quello economico. I costi sono inferiori rispetto all’allistazione di un pavimento in vero legno sia nella fase di acquisto che per quanto riguarda la manutenzione. Farete anche una scelta eco-sostenibile, questo perché il materiale non rilascia sostanze tossiche nocive per l’ambiente. Un prodotto del tutto riciclabile.

Anche se la posa in opera del materiale è molto facile vi consigliamo di rivolgervi a una ditta specializzata. La scelta del tipo di pavimentazione contribuirà notevolmente all’aspetto e al miglioramento dell’ambiente. Il WPC non si riscalda e non si deforma nonostante lunghe esposizioni al sole, un vantaggio che percepirete quando uscirete dalla vostra piscina. Chi ha scelto il legno in ambienti soggetti a intenso calpestio e con un tasso di umidità molto alto, ha dovuto fare i conti con le sue debolezze, per non parlare dei costi di manutenzione e delle cere e degli oli per i vari trattamenti. Con un pavimento in WPC tutto questo non sarà un problema.

La superficie a bordo piscina con questo materiale può essere realizzata sia in superficie liscia che rigata antiscivolo. Prima della posa bisogna assicurarsi che ci sia una pendenza che consenta il deflusso dell’acqua.

Parquet per barche e pavimenti antiscivolo Il parquet è considerato da molti un’utile soluzione per rivestire il pavimento di ponti e arredi delle imbarcazioni. I migliori materiali in termine di resistenza a fattori come umidità, salsedine, urti e vapore sono sicuramente quelli in Teak. Questo è un legno conosciuto per la sua solidità con delle belle venature marcate. Il colore può variare, passando da tonalità che danno sul giallo al rosso e dal nero al marrone chiaro.


Il disegno naturale è molto piacevole alla vista con linee ondulate e venature irregolari, perfetto per le barche di ogni tipo. Essendo un legno molto robusto può essere sottoposto a fattori esterni come la corrosione dell’acqua e a qualsiasi tipo di sforzo. Esistono diverse tipologie di Teak che si differenziano in base alla colorazione e alle varie proprietà funzionali. Se si intende impiegarlo nel rivestimento delle imbarcazioni si sconsiglia il Teak africano che non è idrorepellente come invece è quello di tipo asiatico di cui esistono diverse tipologie.

Tipologie di Teak asiatico

  • Teak comune: con caratteristiche funzionali come la resistenza a sbalzi termici, all’umidità, alla salsedine e all’acqua.
  • Teak indonesiano: di colore bruno dorato o bruno tabacco, resistente a funghi e insetti. La sua composizione e la sua struttura lo rendono adatto per le costruzioni navali.
  • Teak Burma: è il parquet di maggior pregio, con tutte le caratteristiche impermeabili e antiscivolo, deriva dalla pianta Tecttonia hamiltoniana purtroppo a rischio di estinzione. Una scelta non molto ambientalista.
  • Teak sintetico: estremamente bello, viene realizzato con materiali in pvc. É facile da pulire, non assorbe acqua o altri liquidi ed è antiscivolo. Uno dei vantaggi di questo legno è sicuramente il fatto che non cambia il suo aspetto e il prezzo rimane generalmente fisso.
  • Teak filippino e indonesiano: anche questi tipi di parquet sono a rischio di estinzione e utilizzati spesso nei cantieri navali per le sue caratteristiche adatte ad ambienti umidi.

Questi tipi di Teak sono generalmente ricchi di oli propri, una caratteristica che rende il pavimento impermeabile e mantiene uniforme il grado di umidità contenuta nel legno. In questo modo l’alternarsi di sole e acqua non influisce sulla durata del teak.

Come incollare un pavimento in PVC Il pavimento in PVC sta diventando una soluzione sempre più ricercata per chi si appresta a ristrutturare casa, ma non solo.
La pavimentazione in PVC ha un buon rapporto qualità-prezzo, tempi rapidi e facilità di installazione.
I pavimenti laminati moderni trovano applicabilità in molte situazioni, in quanto si possono posare anche su pavimenti già esistenti se si vuole cambiare l’aspetto del pavimento pre-esistente, l’importante è che la superficie sia livellata;
Sono anche resistenti all’umidità, facili da pulire e adatti per la posa sul riscaldamento a pavimento ed esteticamente molto belli ed eleganti.

Prepara la superficie.

Prima di iniziare la posa di un pavimento in PVC è importante ottimizzare la superficie del terreno che deve essere pulita e asciutta.
E’ importante livellare la superficie da eventuali dossi o detriti che possono lasciare segni antiestetici sul pavimento in PVC.

Poiché le lame in PVC sono termoplastiche, possono subire dei cambiamenti a temperature elevate, quindi si consiglia di posizionare la confezione con il prodotto nelle stanze dove poi verrà installato il pavimento, con almeno 24/48 ore di anticipo per concedere loro del tempo per acclimatarsi.

Come incollare un pavimento in PVC

Prima di iniziare è necessario procurarsi alcuni strumenti: una matita, un metro, un righello, una squadra e una taglierina di buona qualità.

Le lame di un pavimento in PVC finto parquet, sono già rivestite di colla a cui viene applicata una pellicola protettiva sul retro.

Durante il posizionamento basterà rimuovere la pellicola prima di applicare la lama.

Scegliere la direzione di posa e rispettarla fino alla fine dell’installazione assicura un effetto simmetrico al pavimento.
In genere è più semplice applicare le lame di PVC in file, ma si possono posizionare anche trasversalmente.

E’ consigliabile iniziare dal centro dell’ambiente in cui si andrà a posizione il pavimento e lavorare verso l’esterno per mantenere la simmetria del pavimento.
Trovare il centro è semplice basterà tracciare due linee perpendicolari che passano dal centro della stanza.

Rimuovere la pellicola protettiva dal retro della lama ed esercitare una leggera e decisa pressione sulla superficie in cui andrà posizionata.

Al termine della fila, misurare la distanza tra la lama e il muro perimetrale.
Appoggiare quella che sarà l’ultima lama alla precedente e, con la squadra, tracciare la linea di taglio usando come riferimento la lama precedentemente posizionata e procedi al taglio con la taglierina.

Può accadere che, anche dopo alcuni giorni dopo la posa del pavimento in PVC, si verifichino delle fuoriuscite di adesivo dalle lame. Non c’è da preoccuparsi perché ciò garantisce una perfetta aderenza al terreno sottostante e può essere facilmente rimosso.