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Parquet blog: guida ai pavimenti in legno

Guida con consigli e articoli per la scelta del parquet

Riscaldamento a pavimentoStai cambiando casa o devi ristrutturare, ma scegliere la soluzione migliore per il tuo impianto radiante è difficile.
Le domande più frequenti che ci fanno i nostri clienti in questi casi riguardano la struttura del parquet, che spessore utilizzare per un parquet da installare sopra un riscaldamento a pavimento e che temperatura sopporta il legno?
Ecco che Parquet&Moquette ha scritto questa pratica guida per rispondere alle domande più frequenti e togliere ogni dubbio.

In primis, è importante la selezione del legno: i migliori che si prestano in questi casi sono proprio il Rovere, il Noce e i parquet esotici, legni durevoli e perfetti che sopportano sbalzi di temperature.
Un vantaggio della posa parquet su riscaldamento è proprio il passaggio dell’acqua delle tubature all’interno dell’impianto che arriva a 30-35 gradi e rimane costante grazie al legno dai 22-24° in tutta la stanza, per garantire un ambiente sempre riscaldato e a bassi consumi; in questi casi lo spessore del parquet non deve superare i 15 mm per consentire così una perfetta espansione del calore.

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Posa fai da teIl parquet prefinito è diventata la soluzione migliore, pratica e veloce, per ottenere lo stesso effetto del parquet massello, ma in versione più economica.
Come per il classico parquet, i parquet prefiniti hanno varie essenze di legno e tra queste selezioniamo alcune tra le più comuni nonché le migliori:

Wengè - caratterizzato dal suo colore scuro, è un legno duro e molto resistente che sopporta umidità e risulta intaccabile da parte dei parassiti.
Merabau - la sua origine asiatica gli conferisce un colore bruno rossiccio ed è caratterizzato da piccole striature giallastre per la concentrazione di minerali assorbiti dal terreno; consigliato nella posa su riscaldamenti a pavimento o in bagni e cucine.
Dussiè e Iiroko - con le loro origini africane vengono caratterizzati da un legname resistente e malleabile alla lavorazione, con colori bruni rossastri fino ad arrivare al giallo chiaro e i suoi prezzi risultano equilibrati rispetto alla sua qualità.

I parquet prefiniti si ritengono tali se hanno degli strati di usura minimi 2.5 mm, generalmente risultano rifiniti in fabbrica e pronti da posare sottoforma di 2/3 liste o piccole assi che possono essere subito posate su piastrelle e pavimenti e immediatamente calpestabili. La manutenzione è semplice come la sua pulizia ordinaria con detergenti neutri e acqua tiepida.
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Parquet pvcIl pavimento in pvc diventa sempre più comune grazie alla sua estetica e alla facile applicazione, competitivo sul mercato perchè molto economico e pratico grazie alla facilità del suo lavaggio; è un materiale utilizzato in molti settori oltre che per la pavimentazione di abitazioni ma anche uffici o grandi stabilimenti come centri commerciali e aziende.
Altri vantaggi importanti del pavimento in PVC sono la sua alta resistenza e la durevolezza nel tempo; proprio per questo motivo la manutenzione di questo, che comprende anche la sua pulizia, non deve essere aggressiva.
Il primo passaggio è la pulizia frequente con la rimozione di polvere: puoi utilizzare stracci antipolvere, scopa o aspirapolvere; non necessita di particolari accorgimenti in merito e per la rimozione di questa potrai comportarti come per la pulizia di un normale pavimento.
Per la pulizia settimanale è importante invece l’utilizzo di acqua tiepida e sapone neutro o in alternativa l’utilizzo esclusivo di detergenti neutri specifici per i pavimenti in pvc, aiutandoti laddove necessario con un panno morbido o di lana per rimuovere le macchie più difficili ed evitando di insistere e danneggiare il materiale graffiandolo.

Sperando che possa esserti utile la nostra guida e i consigli per pulire il pavimento in pvc, dai anche un occhio al nostro catalogo di pavimenti in pvc, troverai tante idee e alternative per cambiare il tuo vecchio pavimento.

Porte in offertaLe porte in legno sono una scelta comune, risultano molto eleganti e conferiscono alla casa una sensazione calda e accogliente: i legni più comuni utilizzati per le porte da interni sono l’abete, il castagno e il douglas, legni teneri e resistenti all’umidità che conferiscono eleganza e raffinatezza grazie ai loro colori tenui e le dolci striature. Come sappiamo il legno è anche molto fragile e per questo merita le giuste attenzioni, l’utilizzo di prodotti comuni che risultano non adatti per un materiale così delicato potrebbe creare danni irreparabili, per questo motivo molti si chiedono come pulire le porte in legno nel modo più naturale.

Nella nostra guida è importante darti i consigli giusti e chiarire quali prodotti NON utilizzare: tra questi troviamo la soda che provoca al legno la sua totale sverniciatrura, insieme all’alcool e l’ammoniaca che lo scuriscono e asportano la vernice: seguono infine l’acqua ossigenata e bicarbonato che si, possono risultare utili in superfici in legno a stretto contatto con alimenti perchè ottimi disinfettanti, ma hanno la capacità sbiancare in modo evidente il legno.

Ecco che il migliore alleato per la pulizia delle porte in legno, se non il metodo migliore, è l’utilizzo del famosissimo aceto che, una volta diluito con acqua tiepida e con l’utilizzo di un panno morbido è capace di rimuovere aloni e impurità e conferire al legno una pulizia accurata; per la sua lucidatura inoltre è consigliato l’utilizzo di olio tiepido e aceto.

Se volessi invece sostituire la tua vecchia porta o farti un’idea dei nuovi modelli sul mercato visita la nostra sezione dedicata alle porte da interni, troverai le migliori marche con invitanti offerte a partire dal -50%.

MoquetteParquet&Moquette è qui per rispondere alla tua domanda e aiutarti con una guida pratica all’installazione della tua nuova moquette insieme a dei buoni consigli!

Per prima cosa, se stai progettando di applicare la moquette su una superficie ancora grezza come il cemento dovrai assicurarti che la base sia ben asciutta e pulita e che non abbia dislivelli; in caso di necessità potrai stendere una miscela ad acqua e resina applicabile con una scopa e lasciarla asciugare per almeno 12 ore.
Nel caso in cui utilizzi la moquette come rivestimento di un pavimento già esistente è importante procedere con un’accurata pulizia e se necessario, per ricoprire fughe larghe o irregolarità, ti consigliamo l’utilizzo di una malta livellante (una polvere simile al gesso che puoi trovare failmente nei negozi) che sciolta in acqua diventerà di una consistenza pastosa, facile da stendere per appianare tutta la superficie.

Finito questo primo passaggio passiamo alla parte dell’incollaggio, questa fase è uguale per ogni tipo di base: assicurati di prendere bene le misure che ti servono per incollare pezzo per pezzo la tua moquette e lascia sempre un margine di spazio per ogni lato; con l’aiuto di una spatola stendi la colla per moquette sul pavimento, la quantità che ti basta per il primo pezzo di moquette e di conseguenza inizia a srotolarlo aiutandoti con le mani per lisciare ed evitare bolle d’aria; per farla aderire alla colla camminaci sopra con molta attenzione e aiutati con un rullo o un martello. Procedi così un pezzo dopo l’altro fino a coprire tutto il pavimento, quando arriverai alla parete spingi la moquette contro il muro e fai risalire il bordo che avanza sulla parete tagliandolo in modo preciso, in questo modo eviterai di lasciare piccole fessure tra moquette e il muro.

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