La storia del parquet

Oriente - Medioevo - Barocco - Rococò - America - Impero - 1989 - Novecento - Italia

Lo stile Adam e i primi esempi di design d'interni in America

 All'inizio del Settecento il design d'interni inglese fu dominato dal gusto barocco, cui seguì lo stile giorgiano, sviluppatosi contemporaneamente allo stile Luigi XVI e, come quest'ultimo, caratterizzato dal ritorno all'epoca classica. Nell'ambito della decorazione d'interni si imposero le figure di Robert Adam e del fratello James, due architetti scozzesi che si rifecero ai principi dell'architettura greca e romana influenzando anche i principali fabbricanti di mobili dell'epoca, tra cui Thomas Chippendale. 

  Nelle prime case americane i valori di estetica e comfort svolgevano solo un ruolo secondario. Gli interni realizzati agli inizi del Seicento nel New England presentano per esempio soffitti bassi, ampi caminetti, finestre strette e mobili ridotti al minimo. Una maggiore attenzione ai dettagli si ebbe solo sul finire del secolo, quando le pareti si coprirono di pannelli lignei e apparvero i primi soffitti travati. Con l'importazione di libri inglesi sull'architettura e sull'arredamento, nelle colonie americane si assistette allo sviluppo dello stile coloniale, una variante del gusto giorgiano. Gli interni americani del Settecento si arricchirono di particolari in legno dipinto, pilastri, cornicioni, mensole intagliate e pavimenti in legno. Grande diffusione conobbero anche le carte da parati, che vennero impiegate insieme a tendaggi di damasco e raso per abbellire gli ambienti. 

Lo stile impero e lo stile vittoriano     Nei primi anni dell'Ottocento il design d'interni europeo e statunitense fu improntato allo stile impero sviluppatosi in Francia durante l'epoca napoleonica e ispirato ai canoni classici ed egizi. I tratti principali della nuova corrente furono le linee allungate e ricurve e l'impiego di elementi in avorio, ottone e bronzo dorato. Sui medesimi principi si fondò anche la variante americana, che prese il nome di stile federale e il cui maggior esponente fu Duncan Phyfe. 

  Nella seconda metà del secolo in Inghilterra e in America entrò invece in voga lo stile vittoriano, che prediligeva le stanze piene di mobili, ninnoli e superfici coperte da tessuti frangiati. In entrambi i paesi la produzione su larga scala diede inoltre il via alla diffusione di imitazioni nei diversi stili artistici, fenomeno che determinò una sorta di smodato eclettismo, durato fino all'inizio del Novecento. Con il XX secolo l'obiettivo principale del design d'interni fu quello della praticità e tale tendenza, sostenuta anche dal movimento Arts and Crafts fondato da William Morris, portò a privilegiare la semplicità e la lavorazione artigianale ai pesanti ornamenti del passato. Da tali idee prese spunto anche l'architetto scozzese Charles Rennie Mackintosh, che nei primi anni del Novecento seppe unire la solidità degli interni Arts and Crafts all'eleganza dell'Art Nouveau. Quest'ultima corrente, fiorita tra il XIX e il XX secolo, amava le linee curve (dette "a colpo di frusta"), le superfici ondulate e i tratti esotici, tutte caratteristiche ravvisabili negli edifici progettati da Victor Horta a Bruxelles e da Hector Guimard a Parigi.  

torna su