La storia del parquet
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In epoca medievale la gente comune viveva in tuguri e capanne che offrivano a malapena un riparo; i nobili con seguito e servi abitavano nei castelli, il cui ambiente principale era un ampio salone adibito a cucina, sala da pranzo e camera da letto. Fino all'avvento delle camere da letto separate i servitori dormivano infatti nel salone, dove uno spazio nascosto da tende era riservato alle donne. Questa stanza poteva raggiungere i 18 metri di lunghezza e i 6 metri di larghezza ed era coperta da un tetto sostenuto da travi di legno, che nel tardo Medioevo venivano intagliate o dipinte. Il pavimento, di pietra, terra, mattoni o piastrelle era di solito coperto da giunchi, paglia e foglie; solo in seguito alle crociate entrarono in voga tappeti e stuoie importati dal Medio Oriente. I normanni furono tra i primi ad appendere tappezzerie alle pareti e la necessità di proteggersi dal freddo e dal caldo diffuse la consuetudine di intonacare i muri di pietra. Parallelamente a tale tecnica divenne popolare anche la decorazione ad affresco delle pareti. I mobili considerati più utili erano tavoli, panche, sgabelli e spaziosi cassettoni. Questi ultimi, in ferro battuto o legno rinforzato da ferro battuto, contenevano gli averi del signore e dei servitori e potevano essere trasportati senza difficoltà in caso di incendi o attacchi nemici.
Dopo l'invenzione trecentesca dei cannoni e della polvere da sparo, il castello divenne sempre meno inespugnabile. Questo fattore, unito alle condizioni di relativa stabilità che si vennero a creare in Europa e allo sviluppo della classe media, determinò una forte richiesta di residenze più confortevoli dei castelli e più adatte alle esigenze della tranquilla vita quotidiana. Nacquero così lo château e il maniero gotico. Nel Duecento fecero la loro comparsa in Italia, Inghilterra e Francia case di città e di campagna dotate di salone, cucina, camere da letto e dispensa. Le decorazioni rimasero scarse fino al 1400, quando nell'Europa settentrionale si diffuse l'uso di tappezzerie per coprire le pareti, suddividere gli ambienti più spaziosi, nascondere porte. Nello stesso periodo le tradizionali imposte di legno, che fino ad allora avevano riparato le finestre, cedettero il passo alle tende. Gli interni rinascimentali
Le case rinascimentali italiane erano caratterizzate da ampie stanze e alti soffitti ornati da pitture e modanature in gesso, di solito ispirate ai modelli greco-romani. L'intenzione dei decoratori e degli arredatori era quella di creare un'impressione di fasto e magnificenza. In Francia e in Italia, paesi in cui operarono artisti del calibro di Raffaello e Benvenuto Cellini, il pregio degli ambienti dipendeva dalle decorazioni di pareti e soffitti. Il numero dei mobili era limitato a pezzi quali credenze, cassettoni e armadi che dovevano adattarsi all'architettura simmetrica della stanza.
Nell'Inghilterra del primo Rinascimento prevalse lo stile Tudor, con case per metà in legno e per metà in pietra e mattoni. Ampia diffusione conobbero i pannelli lignei, le finestre a colonnine, i camini, i caminetti e le mensole. Gli ambienti erano semplici e sobri, occupati solo in parte da mobili e accessori. I soffitti e le pareti erano abbelliti da modanature in gesso o coperti da tappezzerie, mentre le finestre, le porte e i letti a baldacchino videro l'uso di pesanti drappi in velluto, damasco e broccato.
