La storia del parquet
Oriente - Medioevo - Barocco - Rococò - America - Impero - 1989 - Novecento - Italia
Barocco
Tra il XVII e il XIX secolo la Francia impose il proprio gusto a tutta l'Europa. Nel Seicento si assistette allo sviluppo di due stili che presero il nome dai re Luigi XIII e Luigi XIV. Il primo prevalse fino alla metà del secolo e rappresentò l'evoluzione dello stile rinascimentale francese, ancora ricco di elementi gotici quali i mobili angolari e quadrati. Nella seconda parte del Seicento e durante i primi vent'anni del secolo successivo si affermò lo stile Luigi XIV, caratterizzato da solidità, austerità e dall'abbondanza di decorazioni in bronzo dorato. Pur possedendo il tratto classico della simmetria, il nuovo design era improntato alle caratteristiche tipicamente barocche dello sfarzo e dell'ostentazione. La reggia di Versailles fu il principale esempio di questo stile, con le decorazioni eseguite da Jules Hardouin-Mansart e Charles Le Brun, direttore della manifattura Gobelins, da cui provenivano tutti i mobili reali. In questo periodo gli arazzi Gobelins riscossero grande successo in Francia e in altri paesi europei.
Una particolare attenzione fu riservata alla decorazione delle pareti. Al posto dei pannelli lignei entrarono nell'uso eleganti intagli, detti boiserie, spesso dorati o ispirati ai disegni orientali. Dal XVIII secolo in avanti le pareti furono talvolta incorniciate da listelli di legno.
All'inizio del Seicento l'Inghilterra vide la diffusione del cosiddetto stile giacobiano, che abbracciava molti elementi classici. Durante il protettorato di Oliver Cromwell, periodo in cui fiorirono le idee puritane, il design d'interni e la decorazione degli ambienti si orientarono verso una sempre maggiore semplicità. La restaurazione del 1660 diede tuttavia nuova vita all'ostentazione e allo sfarzo, che vennero però nuovamente abbandonati dopo l'incoronazione di Guglielmo III d'Orange-Nassau e Maria II Stuart (1689), quando l'influsso olandese riportò il gusto per la semplicità. Le stanze inglesi di fine secolo furono progettate per garantire intimità e comfort. Se il legno divenne il materiale preferito per pareti e pavimenti, questi ultimi erano spesso coperti da tappeti orientali e la carta da parati cominciò ad assomigliare sempre più alla tappezzeria tessuta.
Il materiale degli arredi è un altro elemento che determina l'impressione generale trasmessa dalla stanza. L'ardesia, i mattoni, il vetro, il gesso, il legno lucidato, il linoleum, le piastrelle, il chintz, il damasco, il lino, la seta e la lana presentano infatti caratteristiche diverse e diverso è l'effetto che possono creare.
Il design d'interni in genere si conforma a determinate regole: le dimensioni di ciascun mobile devono commisurarsi alle dimensioni dell'ambiente e degli altri mobili e dell'ambiente. Occorre collocare lampade e lampadari nei luoghi riservati alla lettura e aumentarne o diminuirne il numero a seconda che venga richiesta un'illuminazione diffusa o particolarmente intensa in determinati punti. Le decorazioni delle pareti devono trovarsi nel campo visivo del visitatore, e non possono essere del tutto isolate rispetto agli altri oggetti. Un'ulteriore regola riguarda la disposizione di mobili e complementi, che deve evitare che l'ambiente sembri più pieno da una parte e meno dall'altra, pur rispondendo a criteri di funzionalità e praticità.
